Come si crea una tendenza?

Lo abbiamo chiesto a Daniela Sala, volto e cuore di Danys Fashion

Daniela Sala

In principio fu George Simmel, che nel 1895 nel suo La Moda, spiegò, in sostanza, come nasce un trend.

Qualche decennio fa, i prodotti di moda erano esclusivo appannaggio delle classi sociali più elevate e della loro necessità di distinguersi dal “popolo”. E più loro si allontanavano, più le classi meno agiate li rincorrevano, desiderando conformarsi nell’ascesa alla scala sociale, in una perpetua rincorsa all’imitazione dell’aristocrazia.

Oggi non è tanto la demarcazione tra nobili e popolo a farsi sentire, bensì quella tra le persone comuni e le star.

Ecco perché il reggiseno a cono di Madonna diventa iconico, come gli abitini floreali delle attrici di Beverly Hills, il pixie cut di Winona Ryder, il taglio scalato mosso di Jennifer Aniston.

Ma come si crea una tendenza?

Lo abbiamo chiesto a Daniela Sala, volto e cuore di Danys Fashion, suggestivo salone di bellezza a Carpi.

“Studiando.” Ha risposto.

Che cosa?

“L’andamento sociale, il design, le architetture, i colori pantone del momento, la moda. Osservando scrupolosamente e in modo critico i volumi che ci circondano. Come si muovono le persone. Capire dove vanno, cosa fanno, di che cosa hanno bisogno.”

E poi?
“E poi si raccoglie questo insieme di informazioni, e si realizzano dei mood, per creare degli stili inediti e originali.
Una tendenza si crea osservando i dettagli di ogni persona facendo in modo che appartengano a tutti.”

Insomma, Intercettare i bisogni (consolidati) delle persone. Illuminarli di una luce inedita. Così, una cosa che facevamo già o indossavamo già acquisirà una veste completamente nuova, risultando esclusiva e trendy.
Rinnovare il vintage. Innovarlo. Riciclare con originalità. Ecco i segreti. 

Chi può lanciare una tendenza? 
“Chi si informa, chi studia, chi è curioso, chi osserva i dettagli, chi percepisce gli odori e le sfumature, chi raccoglie ed elabora le informazioni, chi si guarda intorno, chi non fa le cose a caso, chi ha una storia, chi sa cosa è raro e cosa è unico”.